Voglio vivere tutto

 

Voglio vivere tutto

 

(questa vita e

questo tempo)

 

esplorare le cose

che ieri voi

non potevate fare

 

perché tante sono quelle

che domani nemmeno io

potrò immaginare

 

e se mi racconterete

quello che ormai non posso

avere

 

non consumerò il mondo

che conosco

per rimpiangere il vostro

 

che neanche

dentro voi

resiste

 

 

 

 

Blanco, l’Incontro.

Blanco, l’Incontro.

Al bar del mercato mangio un pollo al curry.
Tu sei accanto a me. Non ti conosco.

Sorridi. Mi regali un ritratto abbozzato. Il mio.

Mi alzo, passeggio, mi perdo. Poi, torno verso casa.
Guardo un tipo. Credo mi segua. Distrattamente mi stimo.
Qualcuno mi urta con forza. Sobbalzo. Mi volto. Sei tu.

Mi chiedi di seguirti. Non parlo con gli estranei.
Mi chiedi del tabacco. Non fumo.

Evidentemente, lo stesso ti seguo fino a Plaza d’ Espana.

Su un mare a metà tra la sera e la notte,
ti vedo per la prima volta e ho paura.
Ho paura di tutto, non solo di te.
Tu parli in spagnolo.
Non capisco.
Poi.
Di colpo.

Capisco che non guardo mai negli occhi nessuno.
Che temo più che gli altri me stessa.
Ho paura di capire.

L’incontro e’ il momento.
E dovrebbe durare per sempre.
Incontrare te e’ incontrare me,
ma non sono sicura di volermi vedere;
non voglio sapere.

Come tutti, in battaglia,
prima accolgo e poi schivo, per non ferirmi.
E non c’è nessuno da ferire.

Chissà se ho sbagliato a non averti seguito.

Viviamo

Viviamo
e con altri cantiamo e stoniamo.

Incolti,
viscere aperte di corpi
vissuti
tra guerre e paci assonnate,
vorremmo
soffrire di noia;

ma dentro di noi
sentiamo
solo questa
passione appassita.

Mai,
riconosciamo la voglia di sballlo.

Mai,
stanchi dei nostri bisogni,
accettiamo una vita vissuta d’incanto.

Viviamo,
e ancora crediamo di crescere,
un poco,
tra altri che abbiamo sopravvissuto,
di poco.

E ancora
cerchiamo
un giudizio.
Un gioco sconfitto.

Viviamo.
E per ora non dobbiamo far altro.