L’altalena

C’era una volta una bambina che tutti i giorni andava al parco, con la sua Tata.

Andava sempre e solo sull’altalena.

Cercava di raggiungere il punto più alto del cielo.

Si sedeva e dondolava su e giù , su e giù.

Un giorno, d’inverno, mentre saliva e scendeva, le parve che il suo naso si congelasse sempre di più.

Provò a incrociare gli occhi, per vederne la punta.

Proprio lì, davanti alla punta del naso, era apparso un puntino luminoso.

Sarà una stella, si disse la bambina, perché è troppo piccola per essere il sole.
Eppure, non era ancora notte.

Il puntino era minuscolo; ma quando la bambina si lanciò verso il cielo, il puntino si trasformò in un mare di luce; e in quel mare, tutta felice, lei si tuffò.

Il cielo cambio’ colore, non più azzurro, non ancora nero; l’aria attorno a lei ne’ fredda, né calda.

Sono arrivata davvero in alto, la bambina pensò soddisfatta.

E guardò giù.

Dietro di lei, le stelle e il sole, le montagne e gli alberi sembravano tutti della stessa misura. Da lassù non vedeva più nessuna differenza.

I colori non si distinguevano più l’uno dall’altro.

La sua Tata al parco, la sua Mamma al lavoro, i suoi Amici a scuola, erano tutti uguali.

Bambini , adulti, animali , piante fiori e frutti.

Tutto era luce.

Piano piano cominciò a sentirsi sola, e un po’ troppo lontana.

Le mancava il buio, le ombre e i piccoli cambiamenti, come quelli sulla punta del suo naso.

Chissà se era ancora rosso, ora che il freddo non c’era più?

Le manco’ anche il freddo.

Così il suo slancio verso il cielo, diventò uno slancio uguale, ma verso la terra.

Si lasciò andare, si abbandonò e scivolò giù, su quell’altalena che ora non dondolava più.

Quando si fermò, davanti a se vide la sua Tata che sorrideva, con la sciarpa in mano.

Era scivolata a terra ad aspettarla.

Rossa, com’era stata la punta del suo naso e ora, forse, non era più.