Blanco, l’Incontro

Blanco, l’Incontro.

Al bar del mercato mangio un pollo al curry.
Tu sei accanto a me. Non ti conosco.

Sorridi. Mi regali un ritratto abbozzato. Il mio.

Mi alzo, passeggio, mi perdo. Poi, torno verso casa.
Guardo un tipo. Credo mi segua. Distrattamente mi stimo.
Qualcuno mi urta con forza. Sobbalzo. Mi volto. Sei tu.

Mi chiedi di seguirti. Non parlo con gli estranei.
Mi chiedi del tabacco. Non fumo.

Evidentemente, lo stesso ti seguo fino a Plaza d’ Espana.

Su un mare a metà tra la sera e la notte,
ti vedo per la prima volta e ho paura.
Ho paura di tutto, non solo di te.
Tu parli in spagnolo.
Non capisco.
Poi.
Di colpo.

Capisco che non guardo mai negli occhi nessuno.
Che temo più che gli altri me stessa.
Ho paura di capire.

L’incontro e’ il momento.
che dovrebbe durare per sempre.
Incontrare te e’ incontrare me:
non sono sicura di volermi vedere;
non voglio sapere.

Come tutti, in battaglia,
prima accolgo e poi schivo, per non ferirmi.
E non c’è nessuno da ferire.

Chissà se ho sbagliato a non volerti seguire…

Capitan Patacca.

Capitan Patacca.

Sono nata il giorno in cui mi hai trovata tu.

Ero nascosta in una scatola da scarpe,
tra vecchie monete,
francobolli e bottoni.

Al buio.

Poi sei arrivato tu.

Hai sollevato il coperchio
e un’ombra azzurra si è avvicinata a me.

Non avevo mai visto nulla di simile.
Non avevo mai visto nulla, in verità.

Chi fossi stata prima, dove fossi stata, non ricordo.

Forse non l’ho mai saputo.

Si.
Credo proprio sia andata così.
Sono nata il giorno in cui mi hai trovata tu.

Hai sollevato il coperchio, hai girato la scatola e io sono volata giù.

I miei primi ricordi sono questi.
Un’ombra azzurra.

E poi,
il calore della tua mano.

La violenza mi lavora accanto

 

La violenza mi lavora
accanto

nel sangue degli altri
scorre

 

con le sue preghiere

                       e canti

 

la violenza mi accompagna

                           in viaggio

 

non la posso lasciare

       sull’altra guancia

               della terra

 

la violenza mi insegue

               nei sogni

 

trafora le immagini

             che dipingo

                 d’azzurro

 

e non riesco a capire

               perché…