Lacerato
dal vagare del tempo,
intrappolato
tra l’attesa e la fuga –
così sopravvive
il nostro ricordo
e riposa.
Lacerato
dal vagare del tempo,
intrappolato
tra l’attesa e la fuga –
così sopravvive
il nostro ricordo
e riposa.
Tu
che Dio non ami
perché di lui tu non ti fidi,
distrattamente distruggi te stesso
perché anche in me
probabilmente non credi.
Nessuno attorno a te
per questa vita
sai perdonare,
come trovi
la fede di cercare
qualcuno ancora
che ti voglia amare?
Cosa rimane davanti alla tua
pelle,
negli attimi passati a svuotarti
dai pensieri?
Nei silenzi che cerchi scacciando
le parole,
cosa rimane a stordire
la fame?
Sanno di miele
le parole
che ti canto,
e la mia anima
addolciscono
come il tuo sonno
Ondate di vita e di sogni,
scorrono insieme
alla velocità della luce;
se solo sapessero rallentare
contro miraggi di cristallo
non ci andremmo a schiantare…
Seme di discordia,
mela spizzicata…
Eris.
Consenso, pace morte.
Accordi tra luci e infarti
moltiplicati dai loro silenzi…
Angeli.
Scalcitanti.
Irriverenti.
Quel che ho pensato
è passato.
Parole ubriache salvate
dal tempo; e poi,
parole nel sonno.
E ancora, parole correnti,
che sgombre d’idee
ricordano un pesce
che sguazza.
E dunque?
L’addio era vero?
Non era forzato.
Buongiorno. Parole svanite,
e senza ritorno.
Rancoroso furore.
Languore.
Erosione del cuore.
Solitarie implosioni turbate
dal non essere pronti, né attenti.
Tra sospetti malconci
attendi; e langui; e intendi.
Mal comprendi i malintesi, e
cambi.
L’apparenza
della lontananza;
l’illusione
della separazione.
Il segreto
e’
delle piccole cose:
nel loro cuore
tutto esiste.
Senza parole,
guardo vite che indisturbate rotolano.
Lungo destini filiformi
si annodano.
Gomitoli sfiniti.
Tra i nuovi nodi,
prolificano
nidi d’insetti.
Nessuno si preoccupa di snodarli.
Qualcuno solo di calpestarli.
Future sconosciute farfalle.