Ragnatele vive, affrettate, aggrappate

Ragnatele vive, affrettate,
aggrappate

a strumenti sbagliati, stonati,
sfibrati.

Ragnatele tese come trappole

sorprese ad afferrare errori,
scambiandoli per tesori.

Ragnatele strappate, sfilacciate,
tradite.

Ragnatele,
sapessi chi vi ha teso,
chi vi ha abbandonato.

Ragnatele di sospetti, di dubbi.

Ragnatele, destino di una vita
in soffitta,

di una vita sconfitta dai colpi di
tosse.

Ragnatele, tessuti di seta,
sudari lussuosi,

per miti sforniti di gioia.

Ragnatele mi avete convinto,
tra voi mi rilasso
e sogno di altro:

del cielo,
del Tempo, del vento, del mondo.

Ragnatele, in attesa di venir
divorata,
stringetemi al petto,
scaldatemi un attimo.

Il buon senso degli altri

Il buon senso degli altri,
donato o acquisito,

lo merito anch’io?
Forse ne sarò graziata…

Perché muoversi a balzi?

Tra nuvole di tempo,
una gazzella.

Perché tutti più saggi?

Se la vita fosse stata
il loro stesso ruscello;

lo stesso letto
dove riposo…

Redenzione da senso e grazia.

Salvezza da voce e silenzio.

Nel rumore, gli esseri del tempo,
vivono,

non come io credo.

Nel tempo, muoiono voce e senso.

Tra silenzio e grazia,
muore la gazzella.

Rumore.