Con un colpo d’orgoglio,
abracadabra,
il dolore
ho trasformato
in rabbia e,
fagocitati i ricordi,
alle pareti della mente
ho lasciato appese
cornici vuote.
Con un colpo d’orgoglio,
abracadabra,
il dolore
ho trasformato
in rabbia e,
fagocitati i ricordi,
alle pareti della mente
ho lasciato appese
cornici vuote.
La violenza mi lavora
accanto
nel sangue degli altri
scorre
con le sue preghiere
e canti
la violenza mi accompagna
in viaggio
non la posso lasciare
sull’altra guancia
della terra
la violenza mi insegue
nei sogni
trafora le immagini
che dipingo
d’azzurro
perché…
Un passo dietro l’altro
lungo il dirupo
come tutti
cammino
e
ogni giorno
cadendo
riscopro
le ali
per
mai volare
così in alto
da essere
sola
Conseguenze improprie, fiorite tra
mattoni fallati.
Spazi. Futuri radicati
ad attimi; riflessioni
attardate.
Comprensioni involute.
Vite riflesse dal passato
ma ben vissute.
Consuete abitudini
tra i nostri inganni
ripetono lievi
le carezze dei silenzi ,
affettuose pause
confuse dalla sete,
interrompono la fretta
di diventare nuovi.
Soffocati
da silenziosi rancori,
viviamo insieme
al nostro inerme dolore,
che davanti a ogni inutile morte
si traveste con false speranze.
Feriscono e
comprano
il tempo
queste parole
dal passato
un po’ brullo
a volte lame
a volte monete
d’argento
Fiori
come candide reti
sbocceranno decisi
a incatenarci.
Questa casa
innalzata così in fretta,
è rimasta incollata
alla mia pelle,
ma ti opprime le spalle,
e per strapparla di dosso
scappi dalla finestra
…avevamo dimenticato
di costruire una porta
Vorrei
spogliarmi
di quelle delusioni
che ogni piccolo dispetto
tramutano in dolore
e
dimenticare gli occhi
abbandonati alla finestra
che indifferenti
sorridono
alla vita