La luna e il sole

“La luna, il sole;
la terra, il cielo;
il fuoco, l’acqua;
appartengono
a noi,
giocolieri,
che i nostri affetti
giostriamo con prudenza…”

“La terra, il sole;
la luna , il cielo;
l’acqua , il fuoco
sfuggono
a voi
trapezisti,
che a ogni passione
vi volete abbandonare;

e a destra
e a sinistra
vi lanciate,
sempre a bordo campo.
quasi fuori gioco.

Noi,
invece,
appena vacilliamo,
fiamme quasi immobili,
candele di certezza…”

La terra , l’acqua;
il cielo , il sole;
la luna, il fuoco.

Ellissi abbracciate
in sottofondo.

Un prudente abbraccio
appassionato.

Tra i bambini

Tra i bambini
si raccolgono
cumuli di polvere,
ceneri d’ombre,
 
che avevamo dimenticato
di spazzare via
a primavera;
 
e li allontanano
gli uni dagli altri,
 
appesantiscono l’aria.
 
Ma la primavera
torna,
 
così
come
torna la polvere;
 
l’una
a ricordarci
di spazzare
l’altra,
 
l’altra
a regalare
un volto
al tempo

Diverse

Diverse,
le trappole del tempo c’incastrano,
sempre,
tra le stesse reti di seta.

Potremmo parlarne,
svegliarci,
vederle.

Rivoluzioni,
incendiate dalla noia.
Maree d’idee,
trapassate dalla luna.

Parole,
matasse di fieno sprecato.
Nessuno nutrito.
Una nuova stagione.
Un nuovo sbadiglio stracciato.

Capitan Patacca.

Capitan Patacca.

Sono nata il giorno in cui mi hai trovata tu.

Ero nascosta in una scatola da scarpe,
tra vecchie monete,
francobolli e bottoni.

Al buio.

Poi sei arrivato tu.

Hai sollevato il coperchio
e un’ombra azzurra si è avvicinata a me.

Non avevo mai visto nulla di simile.
Non avevo mai visto nulla, in verità.

Chi fossi stata prima, dove fossi stata, non ricordo.

Forse non l’ho mai saputo.

Si.
Credo proprio sia andata così.
Sono nata il giorno in cui mi hai trovata tu.

Hai sollevato il coperchio, hai girato la scatola e io sono volata giù.

I miei primi ricordi sono questi.
Un’ombra azzurra.

E poi,
il calore della tua mano.