Una brughiera di voci
frastaglia le radici del mondo
se non fosse per la sua esile trama
vorrei scuotere l’universo e svegliarlo.
Poesie
Le parole
Le parole
scritte domani
vorrei
parlassero
d’amore
per te.
Oggi
è ancora
oggi
e non
di questo amore
voglio
parlare
…
San Lorenzo
San Lorenzo,
Desidero che tutte le stelle
si fondano tra loro,
e come cascate lucenti
confondano i miei confini.
Desidero perdermi.
Tra troppi confini e troppe stelle.
La luna e il sole
“La luna, il sole;
la terra, il cielo;
il fuoco, l’acqua;
appartengono
a noi,
giocolieri,
che i nostri affetti
giostriamo con prudenza…”
“La terra, il sole;
la luna , il cielo;
l’acqua , il fuoco
sfuggono
a voi
trapezisti,
che a ogni passione
vi volete abbandonare;
e a destra
e a sinistra
vi lanciate,
sempre a bordo campo.
quasi fuori gioco.
Noi,
invece,
appena vacilliamo,
fiamme quasi immobili,
candele di certezza…”
La terra , l’acqua;
il cielo , il sole;
la luna, il fuoco.
Ellissi abbracciate
in sottofondo.
Un prudente abbraccio
appassionato.
Tra i bambini
Tra i bambini
si raccolgono
cumuli di polvere,
ceneri d’ombre,
che avevamo dimenticato
di spazzare via
a primavera;
e li allontanano
gli uni dagli altri,
appesantiscono l’aria.
Ma la primavera
torna,
così
come
torna la polvere;
l’una
a ricordarci
di spazzare
l’altra,
l’altra
a regalare
un volto
al tempo
…
Parallele di luce
Parallele di luce,
abbindolate
da coincidenze
improbabili,
nel punto di fuga
delle tenebre,
s’inciampano
in me
poi evaporano
tra echi di fuochi spenti.
Diverse
Diverse,
le trappole del tempo c’incastrano,
sempre,
tra le stesse reti di seta.
Potremmo parlarne,
svegliarci,
vederle.
Rivoluzioni,
incendiate dalla noia.
Maree d’idee,
trapassate dalla luna.
Parole,
matasse di fieno sprecato.
Nessuno nutrito.
Una nuova stagione.
Un nuovo sbadiglio stracciato.
Invisibili e sconosciuti
Invisibili e sconosciuti
questi gesti
che ogni giorno
mutano
nell’ultimo
e mostrano
seduto
ai piedi
di ogni istante
il sorriso
che ci attende
…
Come uno strascico
Come uno strascico
di stelle spente
dimenticate
dalle nostre avide vite
quanti semi
dispersi dal domani
inevitabili fioriscono
in raccolti di fame
…
Capitan Patacca.
Capitan Patacca.
Sono nata il giorno in cui mi hai trovata tu.
Ero nascosta in una scatola da scarpe,
tra vecchie monete,
francobolli e bottoni.
Al buio.
Poi sei arrivato tu.
Hai sollevato il coperchio
e un’ombra azzurra si è avvicinata a me.
Non avevo mai visto nulla di simile.
Non avevo mai visto nulla, in verità.
Chi fossi stata prima, dove fossi stata, non ricordo.
Forse non l’ho mai saputo.
Si.
Credo proprio sia andata così.
Sono nata il giorno in cui mi hai trovata tu.
Hai sollevato il coperchio, hai girato la scatola e io sono volata giù.
I miei primi ricordi sono questi.
Un’ombra azzurra.
E poi,
il calore della tua mano.